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Urbat: mezzi dei Consorzi al lavoro

Anche la Toscana all’assemblea nazionale dei Consorzi di Bonifica

Anbi: investire in prevenzione per risparmiare risorse e vite umane

Firenze, 12 luglio 2010 - Anche la Toscana parteciperà, mercoledì 14 luglio, all’assemblea nazionale dei Consorzi di Bonifica che si svolgerà a Roma. Nell’occasione l’Anbi (associazione nazionale bonifiche e irrigazioni) che riunisce gli stessi Consorzi, rilancerà al Governo la proposta di investire in prevenzione territoriale per risparmiare risorse economiche e vite umane, così da contribuire alla ripresa del Paese. Eventi meteorologici violenti evidenziano la drammatica situazione di vulnerabilità per il territorio italiano (negli scorsi 9 mesi, le situazioni più gravi in Sicilia, Calabria, Toscana, Campania), cui non è garantita un’adeguata sicurezza idrogeologica; nei più recenti 80 anni si sono registrate ben 5.400 alluvioni e 11.000 frane. «La Toscana ha evidenziato una forte fragilità territoriale – spiega il presidente dell’Urbat, Fortunato Angelini – e i Consorzi di Bonifica, con la costante presenza sul territorio, svolgono un importante lavoro di prevenzione. Ciò però non basta se non accompagnato da adeguate risorse, come dimostrato dal piano di ordinaria manutenzione presentato alla Regione Toscana nei mesi scorsi». Secondo il Ministero dell’Ambiente, il 68,6% dei comuni (in Valle d’Aosta, Umbria, Molise, Calabria e Basilicata è il 100%) ricade in aree classificate ad alto rischio idrogeologico, che interessano il 7,1% della superficie del Paese (ha. 2.150.410); ci sono ben 3458 scuole e 89 ospedali minacciati da frane o inondazioni. Ciò nonostante si registra, anche quest’anno, nel Documento di Programmazione Economico-Finanziaria (D.P.E.F.), un’assoluta mancanza di attenzione per i problemi concernenti la manutenzione del territorio. Eppure si calcola che, annualmente, l’Italia spenda, in media, oltre un miliardo di euro per le emergenze, che vedono coinvolte circa 5.000 persone. Prevenire o quantomeno ridurre il rischio idrogeologico sarebbe possibile: infatti il 25% delle località colpite da frana è recidivo e il 40% delle alluvioni si ripetono nei medesimi siti. Lo stesso Governo ha indicato in 44 miliardi di euro (27 per il Centro Nord, 13 per il Sud, 4 per il patrimonio costiero) il fabbisogno necessario per la sistemazione complessiva delle situazioni di dissesto sul territorio nazionale. A fronte di ciò l’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni ha redatto e presentato un Piano pluriennale per la riduzione del rischio idrogeologico: gli interventi, elaborati dai consorzi di bonifica ammontano a 4.183 milioni di euro da realizzarsi attraverso mutui quindicennali. Una cifra importante pari, però, solo al 20% di quanto speso, nel decennio 1994-2004, per riparare i danni da catastrofi idrogeologiche. In tempi di ripensamento della spesa pubblica, non è questo un modo virtuoso di allocare le risorse per poter risparmiare nell’immediato futuro (senza contare le vittime, che i disastri naturali comportano)? È questa una delle domande, che saranno al centro dell’Assemblea Anbi di mercoledì, al Centro congressi dell’Hotel parco dei Principi di Roma. Per informazioni: www.urbat.it.