Palazzo Coppini: gli oggetti in esposizione
Maschere artigianali, 6mila volumi e opere d’arte
Firenze, 8 maggio 2013 - Gli oggetti esposti in Palazzo Coppini sono memorie, oggetti di artigianato e volumi donati alla Fondazione nel corso del tempo. Sono testimonianze di gratitudine e apprezzamento da parte di studenti, professori, rappresentanti istituzionali ed amici che sono venuti in Toscana invitati a partecipare alle attività promosse dalla stessa Fondazione.
Al di là delle distanze geografiche e delle differenze culturali, tutti sono segni di particolare condivisione e affetto da parte dei donatori. Sono quindi un concreto simbolo delle armoniose relazioni umane, di cui il mondo attuale ha una maggiore necessità.
I doni esposti sono volutamente molto vari, e spaziano dai costumi tipici di vari Paesi alle maschere tradizionali giapponesi del teatro Noh, in legno, dalle sculture e dagli oggetti d’arte a pezzi di artigianato e di uso quotidiano.
I libri formano una biblioteca rara: oltre 6000 volumi scritti in 10 alfabeti e molteplici lingue, provenienti da tutto il mondo e incentrati in grande misura sul patrimonio mondiale, tangibile e intangibile. Sono tutti catalogati e a disposizione di studiosi e ricercatori. Fra le curiosità, una Divina Commedia in cinese e un vocabolario latino-croato, ma anche un libro donato ad una amica dal Premio Nobel Watson, che la stessa ha voluto donare a questa biblioteca quale grande auspicio.
Assieme a questi oggetti in Palazzo Coppini sono collocati anche dodici busti in ritratto carico, in marmo di Carrara, dello scultore Dino De Ranieri di Pietrasanta; raffigurano altrettanti stati d’animo comuni a tutta la “Famiglia Umana” al di là delle differenze culturali. Questi busti sono stati già esposti in prestigiose istituzioni a Mosca e a Saratov, e fanno oggi parte della raccolta della Fondazione Romualdo Del Bianco® - Life Beyond Tourism® grazie al rapporto profondo e di lunga data con lo scultore che per la Fondazione ha realizzato un modello raffigurante Leonardo da Vinci le cui copie, a grandezza naturale in marmo di Carrara, sono state donate dalla stessa Fondazione a istituzioni a Mosca, a Yerevan, a Tbilisi, a Baku, a Green Bay e a Ivanovo.