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Infermieristica: modelli organizzativi innovativi

Il punto della situazione con esperti, professionisti e rappresentanti della categoria:

Firenze, 4 ottobre 2017 –  I “Modelli organizzativi innovativi ed evolutivi favorenti il processo operativo dell’infermieristica” sono stati al centro di una tavola rotonda che si è svolta sabato scorso alla Stazione Leopolda di Firenze, nella seconda giornata dedicata al Forum della sostenibilità e opportunità nel settore della Salute. All’incontro, organizzato dai  Collegi Ipasvi Firenze-Pistoia, Siena e Grosseto, hanno preso parte Vianella Agostinelli, dirigente delle professioni sanitarie per l’area infermieristica-ostetrica; Leonello Tronti, professore universitario alla Sapienza e Roberta Sala, professore associato dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. A moderare Beatrice Mazzoleni, segretaria della Federazione Nazionale Ipasvi, e Michele Aurigi, presidente di Ipasvi Siena.

«Penso che la nostra autonomia professionale si avvicini a essere maggiorenne e quindi inizia a esserci la voglia di camminare con le proprie gambe – ha detto Michele Aurigi -. Noi per primi come professionisti dobbiamo sostenere il cambiamento. Le nostre organizzazioni sanitarie devono capire che quello che facciamo va a favore delle persone assistite»

Va dalla teoria alla pratica l’esempio portato da Vianella Agostinelli sui modelli organizzativi innovativi. Un sistema pensato per capire meglio le dinamiche e, dunque, anche come poter snellire la burocrazia. La dirigente delle professioni sanitarie per l’area infermieristica-ostetrica ha portato come esempio quanto fatto alla Ausl di Modena. «Abbiamo scelto un modello perché è uno strumento utile per un’analisi strategica su questo lavoro – ha detto la dirigente -. Il sistema del modello è rappresentato da nove blocchi che compongono l’organizzazione: chi sono i beneficiari (cioè chi ottiene vantaggio dall’innovazione); qual è il valore offerto (come il riordino organizzativo o il management strategico); l’implementazione (come portare il valore intrinseco verso i beneficiari); il coinvolgimento e il supporto; i criteri di successo (ossia dove ci portano le energie che mettiamo nell’innovazione); quali sono le risorse, le attività, i partner chiave; il budget (ovvero quanto costa sostenere l’innovazione della direzione delle professioni sanitarie)». Tra i criteri di successo, Vianella Agostinelli ha sottolineato come sia importante la gestione pratica delle risorse o meglio cosa si può riuscire a fare con quelle che sono già a disposizione e non con quelle che si vorrebbero avere, ma anche quanto sia strategico lavorare in un ambiente favorevole alle cure: vivere in un ambiente professionale dignitoso per quanto possibile nei suoi limiti è un aiuto per i pazienti ma anche per gli stessi infermieri.

A seguire l’intervento di Leonello Tronti su “Il riconoscimento della conoscenza come motore della produttività e della crescita”. «La conoscenza è anche un bene di investimento e un fattore produttivo che, se saputo sfruttare, può aiutare a ottimizzare le risorse che si hanno a disposizione. Ma, come il linguaggio, la conoscenza è un bene immediatamente sociale (serve se viene condiviso). La centralità dell’apprendimento come fenomeno collettivo, sociale, produttivo, risulta ancora più evidente e cruciale nella Sanità pubblica. Per ridurre i costi di acquisizione e piena utilizzazione della conoscenza i lavoratori devono potersi identificare come appartenenti a una comunità e devono riconoscere la conoscenza come un patrimonio comune».

La conclusione di questa tavola rotonda è stata affidata all’intervento della professoressa Roberta Sala sul tema “Dal pensiero all’agire in scenari ad alto impatto relazionale”. «Le persone in solitudine, isolate, sono incapaci di pensiero e possono fare molto danno – ha detto - . La capacità di pensare almeno in nostra stessa compagnia è quella che preserva gli esseri umani dalla possibile perdita della loro umanità. Solo avendo relazione con se stessi si può entrare in relazione con gli altri. Dall’isolamento si esce con la comprensione, che richiede immaginazione, valido aiuto per riempire il baratro tra le cose che sappiamo astrattamente e la pratica». Uno spunto di riflessione importante, utile anche per il sistema infermieristico.

 

 

 

17.10.04 Ipasvi Forum 2


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