— galleria foto —

Calstenuovo, sei mesi dopo il sisma
Abruzzo, il dopo terremoto
vai alla galleria>>

— Pubblicazioni —

Inserto gratuito della Nazione di Arezzo, a cura della SpeeD: continua>>

Live in Arezzo mese, speciale Natale 2016

— News —

“Via degli dei”, al via il progetto di valorizzazione del tratto toscano

L'iniziativa parte con l'educahional tour: continua>>

— Dettaglio Comunicati —

“L’infermiere robot? Utile Ma l’umanità in questo lavoro è un’altra cosa”

L’intervento al Forum della Salute di Roberta Sala, professore associato dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano:

Firenze, 16 ottobre 2017 - «La capacità di pensare in compagnia, fosse anche solo la compagnia di se stessi, è quella che preserva gli essere umani dalla possibile perdita della loro umanità. Solo avendo relazione con se stessi si può entrare in relazione con gli altri». Ad affermarlo, ricordando le parole di Hannah Arendt, è Roberta Sala, Professore associato dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che è intervenuta alla Stazione Leopolda di Firenze nella seconda giornata dedicata al Forum della sostenibilità e opportunità nel settore della salute (il 30 settembre scorso) organizzata dai Collegi Ipasvi di Firenze, Siena e Grosseto. Il suo intervento è stato incentrato, in particolare, sull’argomento “Dal pensiero all’agire in scenari ad alto impatto relazionale” a conclusione della tavola rotonda su “Modelli organizzativi innovativi ed evolutivi favorenti il processo operativo dell’infermieristica”.

«Dall’isolamento di chi non sa che fare, di chi rischia di dimenticarsi dei suoi stessi bisogni, si può uscire con l’immaginazione, che è una facoltà della mente. È l’immaginazione che permette di colmare la distanza tra ciò che sappiamo astrattamente e la pratica. Come scrive Arendt, “solo l’immaginazione ci permette di vedere le cose nella giusta prospettiva, e ci dà la forza sufficiente per porre ciò che è troppo vicino a una distanza tale da poterlo vedere e comprendere senza distorsioni e pregiudizi”. Dal canto suo “la comprensione, che va distinta dal possesso di informazioni corrette e dalla conoscenza scientifica […] è un’attività senza fine, con cui […] veniamo a patti e ci riconciliamo con la realtà, cerchiamo cioè di sentirci a casa nel mondo”. […] Comprendere … non equivale a condonare alcunché”. Comprensione e immaginazione, si potrebbe aggiungere, sono capacità che si consolidano con lo studio, con la pratica filosofica che consiste nel riflettere sulle cose che accadono. L’esperienza è indispensabile: ci consiglia come meglio agire, a qualsiasi livello e ad ogni età. È con l’esperienza che ci rendiamo capaci di fare la differenza tra beni, e stabilire quale sia più urgente, quale prevalga in una certa situazione. Molte ricerche sottolineano le dimensioni del “moral distress”, del disagio morale che si vive in circostanze in cui i problemi appaiono dilemmi, e dei quali non c’è soluzione.  Affrontare nel modo corretto questo disagio richiede, almeno a mio parere, un’ampia esperienza».

Da non trascurare gli aspetti legati alla progressiva informatizzazione e automatizzazione dei processi. Sollecitata a dare un parere circa l’impiego di robot nel percorso assistenziale, Sala ne difende l’impiego come ausili nel trattamento di alcune patologie: si pensi all’utilità di robot umanoidi nella cura dei bambini autistici.

«Tuttavia – conclude Sala – il robot rimane uno strumento che simula ma non sostituisce la dimensione umana, intesa come affettiva, sentimentale e morale. Chiedersi se un robot possa sostituire l’infermiere nella cura della persona malata è una domanda semplicemente inutile, se non forse tendenziosa». 

“L’infermiere robot? Utile Ma l’umanità in questo lavoro è un’altra cosa”


Media & Comunicazione
firenze - roma
etaoin media e comunicazione - e-mail info@etaoin.it - PI 05246000482