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Proteggere la Diaccia Botrona dal cuneo salino

A Castiglione della Pescaia l’evento di Anbi per la Giornata mondiale delle zone umide

Castiglione della Pescaia (Gr), 2 febbraio 2026 – In occasione della Giornata Mondiale delle Zone Umide, oggi, la Riserva Naturale della Diaccia Botrona di Castiglione della Pescaia (Gr) ha ospitato “Terre e acque di confine: la sfida delle zone umide”, evento promosso da Anbi nazionale in collaborazione con Anbi Toscana e il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud, con il supporto del Comune di Castiglione della Pescaia.

L’iniziativa è stata organizzata come secondo step della campagna di Anbi per focalizzare l’attenzione sui territori marginali. Nell’occasione è stato presentato un “position paper” Anbi sullo stato di zone fortemente minacciate dalla crisi climatica, insieme ad alcune “case history” che vedono protagonisti Consorzi di bonifica e irrigazione.

L’evento ha segnato l’avvio dei lavori per proteggere la Diaccia Botrona dalla risalita del cuneo salino, per i quali il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud ha ottenuto, lo scorso anno, un finanziamento di 1,89 milioni di euro da Sviluppo Toscana Spa. L’obiettivo è contrastare la regressione ambientale dell’area, sempre più a rischio a causa dell’aumento della salinità in particolare durante il periodo estivo, e di recuperare alcuni Habitat Natura 2000 tipici delle aree di acqua dolce, oggi scomparsi. Secondo le previsioni, 92 tra habitat e specie di interesse comunitario potranno beneficiare dell’intervento, che si estenderà su un’area di 880 ettari. Il progetto prevede interventi che favoriranno il bilanciamento delle acque: da un lato l’ingresso di acqua salata nella riserva attraverso il flusso delle maree, dall’altro un adeguato apporto di acque dolci, provenienti sia dal Canale Molla (connesso in due punti con la Diaccia Botrona) che dal recupero delle acque reflue del depuratore di Castiglione della Pescaia. Previsti poi il ripristino dell’impianto di sollevamento afferente al depuratore di Castiglione della Pescaia, la depurazione delle acque reflue mediante la fitodepurazione, nuove opere idrauliche e interventi puntuali di consolidamento spondale con tecniche di ingegneria naturalistica (come la messa a dimora di specie arbustive). A progetto concluso, la Diaccia Botrona sarà anche più ospitale e accessibile: saranno infatti recuperati alcuni sentieri con strutture in legno e ristrutturati i capanni di avvistamento, garantendo la fruizione anche alle persone con disabilità.

«Condivido l’attenzione per l’area della Diaccia Botrona, una delle zone umide di valore internazionale – ha detto in un videomessaggio il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin -. Le zone umide sono ambienti che forniscono una grande quantità di servizi ecosistemici; sono insomma elementi chiave per la tutela della risorsa idrica. La loro importanza nel ciclo dell’acqua rende imprescindibile l’azione di tutela e di ripristino. Dobbiamo integrare le misure previste nei piani di gestione con quelle misure di conservazione di siti Natura 2000 e di loro gestione, quindi di aree protette, zone Ramsar, per una salvaguardia che sia attenta e coordinata. E ritengo che sia importante dare evidenza a ciò che si fa sul territorio, come oggi, con l’avvio di interventi progettati dal Consorzio di bonifica Toscana Sud e finanziati dalla Regione. La valorizzazione delle zone umide, la tutela delle risorse idriche, la salvaguardia degli ecosistemi è un lavoro che coinvolge tutti i vari livelli amministrativi. Anche il piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico guarda con forte attenzione al ripristino di queste zone, ed è in linea con quelli che sono gli obiettivi europei. Il ruolo dell’Anbi, che è un interlocutore prioritario, col quale c’è confronto su tutta la gestione idrica e irrigua in Italia, è particolarmente prezioso. Ecco perché considero l’incontro di oggi un momento importante dove si acquisiscono nozioni, dati, elementi che possono essere elaborati ai vari livelli e sono un contributo che giunge anche al Ministero».

Tra i relatori presenti alla Casa Rossa anche Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana. «Una giornata importante, quella mondiale delle zone umide per la Riserva di Diaccia Botrona – ha evidenziato il governatore - luogo a cui come Regione Toscana teniamo tantissimo, come esempio di un territorio che è stato bonificato, 50 km quadrati, il Lago Prile, ma che ha lasciato 2,5 km di area umida, tutelata, protetta dove ad esempio vivono i fenicotteri rosa. Questo territorio oggi vede la posa della “prima acqua”, usiamo questo termine, non posa della prima pietra, perché sarà costruito con circa 2 milioni di euro un impianto per contrastare il cuneo salino che si sta diffondendo dal mare in questa tenuta palustre e che diventa un esempio a livello europeo».

«La lotta al cuneo salino è decisiva per l’agricoltura e per l’equilibrio naturale di tanta parte della nostra costa – ha precisato Leonardo Marras, assessore all’Agricoltura della Regione Toscana -. Avere oggi l'esempio d’interventi che tentano di contrastare questi fenomeni, significa avere la speranza di poter continuare a valorizzare ambienti di confine come le aree umide anche dal punto di vista economico.  Quello che ci preme è proprio questo e il fatto che i Consorzi di bonifica, in particolare in Toscana, siano diventati dei soggetti capaci di operare in continuo per la difesa del suolo e dunque per la sicurezza idraulica, ma anche per tutto ciò che riguarda l'uso dell'acqua, oggi elemento sempre più critico rispetto all’evoluzione agricola. Non è un caso che anche i Consorzi di bonifica nazionali vengano in Maremma a vedere modelli come questo che possono essere replicati».

«L’acqua non può essere vista come un problema: per questo deve crescere una consapevolezza generalizzata, assumendo che l’agricoltura è amica, perché produce cibo - ha affermato Francesco Vincenzi, presidente Anbi - . La manutenzione del territorio è la prima opera pubblica di cui il Paese ha bisogno perché garantisce maggiore sicurezza per la popolazione e genera valore economico, rafforzando l’attrattività per gli investimenti e la valorizzazione del territorio come fondamentale asset turistico».

«I circa 11 anni necessari per realizzare un’opera pubblica fanno sì che oggi in Italia si investa di fatto sul passato – ha detto Massimo Gargano, direttore generale Anbi -. Il modello costruito fra Consorzi di bonifica e Regione Toscana è un esempio a livello nazionale. I circa 2 milioni di euro stanziati per i lavori alla Diaccia Botrona rappresentano un ulteriore tassello: proprio da qui vogliamo lanciare il messaggio di un’acqua amica, capace di coniugare sviluppo ambientale, economico e sociale».

«È importante la scelta, da parte di Anbi, della Diaccia Botrona come luogo simbolo per la Giornata delle Aree umide – afferma Paolo Masetti presidente di Anbi Toscana -. Si tratta di una delle aree di rilevanza nazionale che soffre per la risalita del cuneo salino. L’intervento che parte qui è un esempio dell’approccio virtuoso e innovativo che i Consorzi toscani stanno portando avanti non solo in materia di gestione e manutenzione, ma anche di tutela degli ecosistemi, spesso come necessità di adattamento ai cambiamenti climatici. Un’azione – prosegue - che si configura come un sistema di interventi volto a coniugare la sicurezza idraulica con la difesa ambientale, attraverso pratiche di valorizzazione e gestione sostenibile delle acque. Un approccio ancora più importante nelle zone umide che rappresentano aree dall’elevato valore ecologico e funzionale, strategiche per la gestione delle risorse idriche e per la conservazione della biodiversità».

«Siamo profondamente onorati che, tra le numerose aree umide d’Italia, la scelta di Anbi nazionale sia ricaduta proprio sulla Diaccia Botrona –  osserva Federico Vanni, presidente del Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud –. Parliamo di una meraviglia della Maremma, un ecosistema unico conosciuto e apprezzato in tutto il mondo per la sua incredibile biodiversità. Per il nostro Consorzio questa scelta non è solo un motivo di orgoglio, ma la conferma che la strada intrapresa è quella giusta. L’impegno di Cb6 per l’ambiente, e in particolare per la tutela delle aree umide, è costante e prioritario – ricorda Vanni –. Oggi non esiste alternativa a questo approccio: nel lavoro moderno dei Consorzi di Bonifica la sicurezza idraulica deve camminare di pari passo con la sostenibilità e la conservazione della natura. Proteggere questi specchi d'acqua significa proteggere il nostro futuro e l'identità stessa del nostro territorio».

«Il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud – ricorda  il direttore generale di Cb6 e di Anbi Toscana, Fabio Zappalorti - è attualmente impegnato in un progetto di fondamentale importanza per il recupero e la valorizzazione della Diaccia Botrona. Un intervento ambizioso per il quale è doveroso ringraziare la Regione Toscana, che ha creduto in questa visione finanziando l’opera con due milioni di euro. Questa giornata, voluta fortemente da Anbi nazionale, è stata un'occasione preziosa per fare rete tra i Consorzi toscani: siamo uniti non solo nella celebrazione, ma in una strategia comune di gestione delle aree umide. È un lavoro di squadra che rafforza tutto il sistema regionale. Noi siamo pronti: se saremo chiamati in causa metteremo a disposizione le nostre competenze e la nostra operatività in nuove sfide di tutela ambientale».

«Questa zona - chiosa Elena Nappi, sindaco di Castiglione della Pescaia - è entrata subito, negli anni 70 nell'area di protezione e di tutela delle aree umide e soprattutto in area di tutela SIC e ZPS, evidenza della grande ricchezza di biodiversità che abbiamo qui. Questo convegno ha fatto in modo di dare l'avvio ad un progetto importantissimo per quanto riguarda la riqualificazione e soprattutto la manutenzione della riserva naturale della Diaccia Botrona, perché il ciclo delle acque è il ciclo più importante che noi dobbiamo tenere bene a mente per fare in modo che questa grandissima riserva di biodiversità possa essere conservata».

 

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