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8 marzo, spettacolo su figure femminili rimaste ai margini della storia ufficiale

Dalle 18 al Conventino Fuori le Mura “Memorie, plurale femminile”

Firenze, 3 marzo 2026 – Le case raccontano storie. Ma spesso, tra quelle mura, le voci delle donne sono rimaste in sottofondo. Domenica 8 marzo 2026, alle ore 18, nella Sala Masaccio del Conventino (via Giano della Bella 20, Firenze), torna “Memorie, plurale femminile”, la conferenza-spettacolo di e con Lisa Capaccioli, accompagnata al violino da Annalisa Garzia: un viaggio teatrale e musicale che restituisce spazio e parola alle figure femminili rimaste ai margini della narrazione ufficiale.

L’iniziativa organizzata dall’Associazione Nazionale Case della Memoria e dall’associazione Donne Ganze, è promossa da Artex, Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana e sarà proposta per l’inserimento nel calendario “Marzo Donna” del Comune di Firenze.

Ispirato alle Case della Memoria dei grandi personaggi toscani, lo spettacolo nasce con l’intento di accendere un riflettore sulle donne che hanno condiviso la vita dei “Grandi”: madri, compagne, figlie, sorelle che hanno abitato quelle case, oggi divenute case-museo, ma che non hanno avuto un luogo intitolato, né un riconoscimento ufficiale, forse perché donne, forse perché figlie di un tempo che ne ha limitato il protagonismo pubblico.

«“Dietro ogni grande uomo c’è sempre una grande donna” è una frase che abbiamo sentito ripetere molte volte - commentano Adriano Rigoli e Marco Capaccioli, presidente e vicepresidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria -. Preferiamo dire che accanto a ogni grande uomo c’è stata una grande donna, spesso rimasta ingiustamente in ombra. Questo spettacolo rilegge le nostre Case della Memoria da una prospettiva inedita e necessaria: quella delle donne che hanno contribuito in modo determinante alla storia dei luoghi e delle persone che oggi celebriamo».

«Iniziative come questa – spiega Salvina Di Gangi, presidente dell’associazione Donne Ganze - rappresentano un’occasione preziosa per rimettere al centro la voce e lo sguardo delle donne, intrecciando cultura, territorio e consapevolezza».

«Le memorie sono plurali e il femminile non può più essere considerato un’appendice della narrazione ufficiale - sottolinea Sara Biagiotti, della direzione di Artex -. Attraverso linguaggi diversi, dal teatro alla musica, vogliamo contribuire a una rilettura inclusiva della nostra storia culturale».

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Per informazioni: www.casedellamemoria.it

 

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