L’idrovora di Ragnaione e Palazzo Franchetti si tingono di verde, bianco e rosso
La “Notte delle idrovore tricolori” illumina gli impianti del Consorzio Basso Valdarno
Pisa, 11 marzo 2026 - Anche il Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno aderisce alla “Notte delle idrovore tricolori” promossa dall’Anbi. Dalle 19.30 del 12 marzo, in prossimità con la Giornata mondiale dell’Acqua, i principali impianti idraulici italiani si illumineranno infatti con i colori della bandiera italiana. L’obiettivo richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e dei soggetti decisori sulla necessità di avviare urgentemente piani strategici come quelli infrastrutturali e di manutenzione del territorio. «Abbiamo aderito con piacere all’iniziativa di Anbi - commenta Maurizio Ventavoli, presidente del Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno - con l’obiettivo di catalizzare l’attenzione sul tema dell’acqua e del lavoro dei Consorzi, valorizzando il lato ‘scenografico’ dei nostri edifici che diventano così il simbolo del nostro impegno per il territorio e la sicurezza».
Il Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno partecipa con l’impianto di Ragnaione, situato nel comune di Pisa: costruito negli anni Venti per la bonifica di Coltano, è il più vecchio della pianura pisana. Strutturato con quattro elettropompe a funzionamento centrifugo, le originali installate nel ’22 (i motori sono stati sostituiti negli anni ’60), nel corso del 2025 è stato oggetto di un importante intervento di ammodernamento tecnologico per ridurre il consumo di energia elettrica. Il sistema viene attivato nella stagione estiva e nei periodi non piovosi e consente un risparmio energetico e una diminuzione di CO2 nell’atmosfera di circa il 30%.
A tingersi di verde, bianco e rosso sarà anche Palazzo Franchetti, sede del Consorzio in lungarno Galilei a Pisa. Il palazzo, di origini medievali, conserva splendidi affreschi cinquecenteschi che arricchiscono la Sala delle Ninfe al piano terra e il Salone degli Dei al piano nobile, opera di Agostino Ghirlanda, mentre sulla volta della scalinata di accesso al primo piano è possibile ammirare dei “grotteschi”. Nell’ampio giardino, l’unico che si affaccia sul Lungarno, una recente campagna di scavi ha portato alla luce il pavimento di quella che si pensa fosse la casa del Conte Ugolino della Gherardesca (atti notarili testimoniano che quell’edificio sarebbe stato demolito con “l’applicazione solita del sale”), silos per la conservazione del grano e alcune ghiacciaie.
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