Paganico, la storia della Toscana nella Torre Senese:
inaugurazione della mostra sui bandi e gli ordini del Granducato
Firenze, 24 agosto 2026 - Ritratti dei granduchi, bandi, provvisioni, ordini, libri antichi e documenti capaci di raccontare il passaggio di Paganico dalla Toscana medicea a quella lorenese e, attraverso di esso, una parte importante della storia della Maremma.
Sabato 29 agosto, alle ore 17.30, la Torre Senese di Paganico ospiterà l’inaugurazione della Mostra di bandi, provvisioni e ordini del Granducato Mediceo, che resterà visitabile fino al 6 settembre, negli stessi giorni della tradizionale Sagra della Granocchia.
Un appuntamento che quest’anno assume un significato particolare perché mette insieme la storia del territorio, la valorizzazione di uno dei luoghi simbolo di Paganico e la memoria dell’architetto Francesco Tiezzi, che negli anni Settanta acquistò e restaurò la Torre, scegliendo fin da subito di aprirla alla comunità.
«Questa giornata racconta molto bene quello che la Torre rappresenta per Paganico – afferma Alessandra Biondi, sindaca di Civitella Paganico –: un monumento straordinario, ma soprattutto un luogo che continua a vivere dentro la comunità. Questo lo dobbiamo in gran parte a Francesco Tiezzi, che dopo averla acquistata e restaurata non l’ha mai considerata semplicemente una proprietà privata. L’ha aperta, condivisa, resa disponibile al paese e alle sue iniziative. Paolo ha continuato questo percorso e l’ingresso nelle Case della Memoria ci offre oggi un’ulteriore possibilità di valorizzare questa storia. Intitolare a Francesco Tiezzi la piazza ai piedi della Torre significa lasciare un segno concreto della riconoscenza di Paganico verso una persona che ha amato profondamente questo luogo e questa comunità».
La mostra accompagnerà i visitatori attraverso documenti e testimonianze di epoche diverse. Accanto ai ritratti dei granduchi della famiglia Medici saranno esposti materiali relativi al periodo lorenese, due teche con libri antichi dell’Ottocento, un autografo del granduca Leopoldo II di Lorena, il Canapone, e il nuovo regolamento di polizia del 1849, documento che restituisce il clima politico e amministrativo successivo ai moti del 1848.
Tra i materiali più significativi figura inoltre una grande notificazione del Governo lorenese relativa alla realizzazione del canale diversivo di Roselle: un’opera di grande portata per la Maremma dell’epoca, il cui affidamento prevedeva per l’aggiudicatario anche l’organizzazione degli alloggi destinati a circa 2.500 operai. Documenti che permettono di leggere da vicino un periodo nel quale Paganico consolidava il proprio ruolo di porta della Maremma, lungo la direttrice che collegava Siena e Grosseto.
La storia della Torre affonda le radici nella nascita stessa di Paganico come avamposto strategico della Repubblica di Siena verso la Maremma. Un primo complesso fortificato venne realizzato nel Duecento lungo la fondamentale via di comunicazione della valle dell’Ombrone. Dopo la devastazione del 1328 ad opera delle truppe di Castruccio Castracani, Siena intervenne nuovamente sul sistema difensivo del paese, consolidando Paganico come uno dei punti strategici del territorio meridionale senese.
Con la caduta della Repubblica di Siena, il complesso entrò nella nuova realtà politica del Granducato di Toscana e la proprietà passò a don Antonio de’ Medici. La Torre perse progressivamente la sua esclusiva funzione militare per assumere anche quella di residenza e luogo legato all’esercizio del potere locale: da qui deriva anche la denominazione di “Palazzo del Principe” rimasta nella memoria del luogo.
Ma la storia più recente della Torre è indissolubilmente legata a Francesco Tiezzi che acquistò il Cassero Senese all’inizio degli anni Settanta e ne avviò un meticoloso recupero utilizzando anche maestranze locali. Architetto formatosi a Firenze, autore di numerosi progetti, allievo e collaboratore di Giovanni Michelucci, presso la cui fondazione è oggi conservato l'Archivio Tiezzi. Durante quel lungo lavoro nacque un rapporto profondissimo con Paganico: Tiezzi mise alcuni locali a disposizione della Pro Loco per eventi e iniziative e aprì più volte la Torre a cittadini e visitatori, raccontandone personalmente il restauro.
Dopo la sua morte, avvenuta nel 2017, questo rapporto con la comunità è proseguito grazie al figlio Paolo Tiezzi Maestri, che ha continuato a considerare la Torre un patrimonio condiviso e ha promosso il percorso che ha portato al suo ingresso nell’Associazione Nazionale Case della Memoria.
Proprio nel 2026 la Rocca Senese di Paganico è entrata nella rete nazionale delle Case della Memoria, rafforzando ulteriormente il percorso di valorizzazione di un luogo che conserva insieme memoria architettonica, documentaria e umana.
La giornata del 29 agosto inizierà alle 17.30 con i saluti istituzionali di Alessandra Biondi, sindaca di Civitella Paganico; Giacomo Grazi, sindaco di Torrita di Siena; Luigi Galimberti, presidente del Rotary Club Grosseto; e Paolo Tiezzi Maestri della Società Bibliografica Toscana.
Seguiranno gli interventi di Giovanni Cipriani su don Antonio de’ Medici e il granduca Ferdinando I di Toscana; Andrea Aleardi sul rapporto tra Francesco Tiezzi architetto e la Fondazione Michelucci; Adriano Rigoli e Marco Capaccioli sulla Torre Senese di Paganico e l’Associazione Nazionale Case della Memoria; Samuele Lastrucci sulla Biblioteca di Paganico e la Biblioteca del Museo de’ Medici di Firenze; Massimo Fanfani sul fondo lorenese destinato alla Biblioteca di Paganico.
A seguire si terrà un altro momento particolarmente importante per la comunità: l’intitolazione di Piazza dell’Erba alla memoria di Francesco Tiezzi.
La giornata proseguirà con l’inaugurazione della mostra nella Torre dedicata ai granduchi, ai loro bandi e ai documenti storici, con l’intervento di Fausto Rossi. È stato invitato a partecipare anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.
Il 29 agosto sarà inoltre possibile visitare la Torre Senese. Nei giorni successivi, fino al 6 settembre, resterà aperta al pubblico la mostra allestita negli spazi al piano inferiore.
L’esposizione accompagnerà così l’intera durata della Sagra della Granocchia, in programma a Paganico dal 29 agosto al 6 settembre: una delle feste più partecipate del paese, che unisce storia, cucina tradizionale maremmana, socialità e il folkloristico Palio rionale.
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