Ricarica controllata delle falde, il Consorzio Toscana Costa a Geofluid (Piacenza)
Il presidente Francesco Filippi ha partecipato al workshop per tracciare il bilancio
Piacenza, 12 ottobre 2026 – L’esperienza dei Consorzi di Bonifica della Toscana protagonista di un appuntamento dedicato al tema della ricarica in condizioni controllate delle falde. Il presidente del Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa, Francesco Filippi, ha partecipato per Anbi Toscana al workshop da titolo, appunto, “La ricarica in condizioni controllate delle falde in Italia: bilancio e prospettive a dieci anni dall'entrata in vigore del D.M. 100/2016”, che si è tenuto a Piacenza nell'ambito di Geofluid 2026.
Il Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa è stato capofila del progetto europeo Life Rewat, un'iniziativa dedicata alla gestione sostenibile delle risorse idriche nella bassa Val di Cornia. Filippi ha preso parte al panel di discussione conclusivo, dedicato al tema “Dalla sperimentazione all'applicazione: superare le barriere e aprire nuove prospettive per l'attuazione degli interventi di ricarica in condizioni controllate delle falde”, moderato da Stefania Da Pelo (Università degli Studi di Cagliari e Comitato Italiano dell'International Association of Hydrogeologists). Al confronto hanno partecipato rappresentanti del Ministero dell'Ambiente, del Consiglio Nazionale dei Geologi, della Regione Emilia-Romagna, di Ispra e dell'Autorità di bacino distrettuale del fiume Po
Il workshop, organizzato dall'Istituto di Produzioni Vegetali della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa nell'ambito del progetto europeo Prima Investwater, e aperto da Rudy Rossetto della Scuola Superiore Sant'Anna, ha fatto il punto della situazione a dieci anni di applicazione del D.m. 100/2016, che ha definito i criteri per l'autorizzazione alla ricarica in condizioni controllate dei corpi idrici sotterranei. Nonostante il crescente interesse infatti, la realizzazione degli impianti e l’applicazione del decreto sono rimaste finora molto limitate. Ad oggi risultano soltanto due impianti autorizzati ai sensi del D.m. 100/2016, mentre gli altri interventi mantengono carattere sperimentale.
Particolare attenzione è stata dedicata alle criticità dei procedimenti autorizzativi, ai requisiti di caratterizzazione e monitoraggio, alla tutela della qualità delle acque sotterranee e alle responsabilità dei diversi soggetti coinvolti. Il confronto tra ricercatori, amministrazioni pubbliche, gestori e professionisti ha puntato a inquadrare le difficoltà presenti nel trasformare le sperimentazioni in infrastrutture operative, per formulare indicazioni utili a superare l’attuale fase prevalentemente sperimentale e favorire l’inserimento della ricarica controllata tra gli strumenti ordinari della pianificazione e della gestione delle risorse idriche italiane.
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