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Approvata la Carta di Firenze per la dignità della professione

Al via in Toscana anche forme sperimentali di contrasto al precariato giornalistico in sinergia con la Regione:

 

Firenze, 8 ottobre 2011 - Sono nati a Firenze la Carta per le politiche attive contro la precarietà e un osservatorio permanente costituito da Ordine dei Giornalisti e Fnsi per vigilare sul rispetto delle regole. La "Carta di Firenze " è stata approvata al termine dell'assemblea "Giornalisti e Giornalismi - Libera stampa liberi tutti" che si è svolta all'Odeon di Firenze. Studiare insieme forme anche sperimentali di contrasto al precariato giornalistico è inoltre l'idea lanciata dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, parlando con una delegazione di giornalisti che hanno partecipato alla convention nazionale. I giornalisti hanno illustrato al presidente due iniziative, la Carta deontologica e la proposta di legge per l'equo compenso. Il presidente Rossi, nel ricordare la sua esperienza giornalistica giovanile, ha offerto la disponibilità della Regione per lo studio di forme di intervento che abbiano questi stessi obiettivi e che potrebbero essere avviare sperimentalmente in Toscana. All'incontro erano presenti, il presidente nazionale dell'Ordine Enzo Iacopino, il presidente Fieg, Carlo Malinconico; il segretario Fnsi, Franco Siddi; il segretario Giancarlo Ghirra, il responsabile della commissione lavoro precario dell'Ordine Fabrizio Morviducci, il presidente dell'Associazione Stampa Toscana Paolo Ciampi e rappresentanti dei comitati dei giornalisti precari e freelance. La ''Carta di Firenze'', il documento deontologico sulla precarieta' del lavoro giornalistico approvata a Firenze è un "documento importante'', ma, ha spiegato il presidente dell'Ordine dei Giornalisti Enzo Iacopino, il ''nodo di tutto sta nelle ultime righe'': e cioé che la violazione della carta comporta l'avvio di un procedimento disciplinare davanti all'Ordine dei giornalisti. In pratica chi tra i responsabili di testata o redazioni avallerà un trattamento economico mortificante per la stessa dignità dei giornalisti precari potrà essere giudicato dall'Ordine per aver violato l'articolo 2 della legge istitutiva, quello che prescrive tra l'altro la lealta' tra colleghi. "Ma non vede essere certo inteso come un'iniziativa punitiva nei confronti di capiservizio, caporedattori o direttori - spiega Iacopino - bensì come una garanzia proprio a loro tutela, lo strumento attraverso il quale difendere la dignità di tutti i giornalisti, precari e non, e quindi anche la loro e di tutti i colleghi''. La "Carta di Firenze" prevede tra l'altro che gli iscritti all'Ordine ''che rivestano a qualunque titolo ruoli di coordinamento del lavoro giornalistico'' sono tenuti a non impiegare giornalisti le cui condizioni lavorative prededano compensi inadeguati e vigilare affinchè giornalisti pensionati non vengano di nuovo impiegati dallo stesso datore di lavoro come lavoratori autonomi con le stesse mansioni che di fatto avevano prima. Alla carta ha lavorato a lungo la commissione lavoro autonomo del Consiglio nazionale dell'Ordine e dopo il ''varo'' fiorentino per entrare in vigore come le altre carte deontologiche dovrà essere approvata dal consiglio nazionale dell'Ordine.