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Fortunato Angelini, presidente Urbat

Siccità: le proposte dei Consorzi di bonifica e irrigazione

Uso delle acque reflue, casse di espansione, lagunaggi e ripristino dei vecchi laghetti antincendio: ecco alcune idee per tutelare la risorsa idrica

Firenze, 4 aprile 2012 - Il dramma della siccità che sta colpendo l’intera regione ha gravi ripercussioni sulla risorsa idrica e quindi sui bisogni primari dei cittadini e sull’economia. Le conseguenze sono serie in particolare per le produzioni agricole e per gli allevamenti, colpiti già dai provvedimenti economici del decreto governativo Salva Italia. In questo quadro così preoccupante e complesso per i prossimi mesi, in attesa dei provvedimenti e delle misure che adotteranno le istituzioni a tutela della regolare attività civile ed economica delle popolazioni, ci preme inserirci nel dibattito e dare il nostro modesto contributo di idee, oltre a fare ciò che è tecnicamente necessario per ridurre i consumi d’acqua del comparto irriguo agricolo, incentivando la coltivazione di culture meno idro-esigenti. 1) Prima di tutto, da tempo i Consorzi di bonifica e irrigazione lavorano e sollecitano le istituzioni a tutti i livelli per privilegiare l’uso delle acque reflue per le attività che lo consentono, come l’irrigazione dei campi e dei parchi urbani o il lavaggio di strade e piazzali industriali. Purtroppo, i risultati finora conseguiti sono scarsi, ma da parte nostra continueremo a incalzare i vari soggetti (istituzioni, gestori di aziende, legislatori, consumatori) per fare passi in avanti sul riuso delle acque reflue, che può contribuire a abbassare i consumi di acqua, a migliorare le tecniche depurative e a tutelare un bene primario dell’umanità. 2) Nelle pianure dei comprensori di bonifica occorrerebbe individuare aree geologicamente idonee per “depositare” le acque di recapito in eccesso che oggi vengono gestite dai Consorzi e portate verso il mare. Questo permetterebbe di “ricaricare” al momento del bisogno le falde acquifere. 3) Il nostro territorio alterna aree collinari (65%), aree montane (25%) e oltre un milione di ettari di bosco. Nei decenni scorsi sono stati realizzati migliaia di piccoli invasi collinari a supporto dall’attività agricola ed in funzione antincendio. Oggi, in conseguenza dell’abbandono delle campagne e dei nuovi obblighi per la sicurezza dei laghetti artificiali, molti invasi sono stati distrutti e tanti altri versano in stato di abbandono. I Consorzi di bonifica propongono un loro recupero e riconversione: dopo un rapido censimento e qualche piccola ristrutturazione, alcuni di questi laghi potrebbero essere utilizzati come invasi per trattenere le acque piovane, a scopo di riserva e ricarica delle falde, utilizzo per l’irrigazione, rilascio nei corsi d’acqua nei periodi di magra e presidio contro gli incendi boschivi. Su queste proposte ci piacerebbe aprire con la Regione un confronto per capire se sono strade percorribili, se possono dare anche un modesto contributo al problema siccità, che non può essere governato solamente con ordinanze o misure restrittive nei periodi d'emergenza. Fortunato Angelini, presidente Urbat