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Una nuova “Casa della Memoria” in Piemonte

La rete di case museo accoglie il Castello di Miradolo:

27 luglio 2018 – Una nuova importante realtà piemontese entra a far parte dell’Associazione Nazionale Case della Memoria. Si tratta del suggestivoCastello di Miradolodei personaggi Sofia ed Emanuele Cacheranodi Bricherasio (Torino), oggi di proprietà della Fondazione Cosso. Ma non è la sola novità annunciata dall’Associazione: si rafforza il partenariato con la Chiesa Evangelica Riformata Svizzera di Firenze per i due cimiteri storici fiorentini, quello di Porta a' Pinti cosiddetto "Cimitero degli Inglesi" e il Cimitero degli Allori.

«Siamo felici dell’ingresso del Castello di Miradolonella nostra rete di case museo – commenta Adriano Rigoli, presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria -: si tratta di una bella realtà culturale ben valorizzata dalla Fondazione Cosso che porta a tre il numero delle Case della Memoria presenti in Piemonte, dopo le Case Pellico e Cavassa a Saluzzo». 

«Nel corso degli anni abbiamo sperimentato e compreso quanto la “rete” possa fare per ogni singola Casa – commenta il vicepresidente dell’Associazione Marco Capaccioli -: ogni membro in più rafforza la nostra associazione e ci sprona a lavorare meglio per portare sempre più all’attenzione di tutti la storia dei Grandi e delle loro abitazioni».

IlCastello di Miradoloè un'antica residenza che sorge accanto alle colline pinerolesi, da dove si gode di una stupenda vista del Monviso. Il Castello include un Parco storico, di oltre sei ettari di superficie, scrigno di ricchezze naturali e botaniche. Il Castello di Miradolo e il suo Parco hanno origini settecentesche, ma è a partire dagli anni Venti dell'Ottocento che vivono la loro epoca d'oro grazie a “Babet”, Maria Elisabetta Ferrero della Marmora, sposa di Maurizio Massel, secondo marchese di Caresana. Nuovi rifacimenti vengono ancora realizzati in occasione del matrimonio, nel 1866, tra la marchesa Teresa Massel e il conte Luigi Cacherano di Bricherasio, da cui nascono Sofia ed Emanuele. Con la marchesa Teresa e sua figlia, la contessa Sofia Cacherano di Bricherasio, ultima discendente della famiglia, il Castello diviene sede di un importante cenacolo culturale. Nel 1950, con la scomparsa della contessa Sofia, la proprietà passa in eredità a una congregazione religiosa che la trasforma in casa per esercizi spirituali e per ospitalità di anziani. Nel corso degli anni la dimora e il suo Parco conoscono molteplici e infelici interventi, fino al 2007 quando un gruppo di privati acquista il Castello e il suo Parco che, dall'anno successivo, divengono sede della Fondazione Cosso, realtà privata che opera sul territorio con l'obiettivo di avvicinare le persone all'arte, alla musica, alla natura e a ogni espressione di bellezza. 

 

Il partenariato con la Chiesa Evangelica Riformata Svizzera di Firenzeè stato stretto per i due cimiteri storici fiorentini, quello di Porta a' Pinti cosidetto "Cimitero degli Inglesi" (piazza Donatello) e il Cimitero degli Allori (via Senese). Il Cimitero degli Inglesifa parte del patrimonio Unesco, dell’Asce, del Percorso Culturale dell'European Council ed è un bene tutelato dal Ministero dei Beni Culturali. Le circa 1400 tombe presenti ricordano 16 nazioni. Tra i personaggi di spicco qui sepolti: Elizabeth Barrett Browning, poetessa inglese e Giovan Pietro Vieusseux, scrittore ed editore svizzero.  Il Cimitero degli Alloriche fa parte dell’Asce, è un bene tutelato dal Ministero dei Beni Culturali e ha come sua vocazione l’essere multiculturale, multinazionale e multireligioso. Oggi accoglie i credenti di ogni confessione religiosa insieme ai non credenti. Tra questi Oriana Fallaci, il pittore svizzero Arnold Boecklin, lo scrittore britannico Harold Acton, la famiglia del patriota ungherese Kossuth, l’architetto Leonardo Savioli, il collezionista Frederik Stibbert.  Nell’ultimo anno si sono tenute varie manifestazioni culturali al fine di valorizzare e far percepire questo luogo come culturalmente vivo, considerando proprio le personalità sepolte e la bellezza artistica e architettonica del luogo. 

 

Una nuova “Casa della Memoria” in Piemonte


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